Sei in » Politica
15/09/2014 | 19:25

La protesta dei lavoratori Pastificio Tandoi è cominciata nel primo pomeriggio di oggi, perché si attendeva, entro le ore 14.00, il pagamento di una parte delle spettanze, come da accordi presi. E si stanno si stanno organizzando per mantenere il presidio h 24




Corigliano d'Otranto. Quella dello storico pastificio Tandoi, situato nella zona industriale di Corigliano d’Otranto è una storia nota a tutti. Nel Salento l’azienda era un punto di riferimento per tutti: chi percorreva la strada statale Lecce-Maglie sapeva bene che quello stabilimento nato nel 1982 quando i fratelli Filippo e Adalberto raccogliendo l’arte molitoria di famiglia fondarono la Molini Tandoi SpA, non solo dava lavoro a numerose famiglie ma rappresentava un fiore all’occhiello nel settore agroalimentare pugliese, un successo che si è consolidato negli anni con l’acquisizione dei noti marchi di pasta ‘Pedone‘ nel 1991 e ‘Ambra‘ nel 2006. Anche il resto è storia nota: impegni presi e disattesi, scioperi, difficoltà evidenti e soluzioni mai concretizzate.

Oggi,  i lavoratori che negli ultimi tre anni, sono stati infatti messi prima in Cassa integrazione ordinaria e poi in Cig straordinaria, sono tornati a protestare davanti ai cancelli dello stabilimento. In questo momento almeno in 30 starebbero presidiando gli ingressi, bloccandone l’entrata, e si stanno organizzando per mantenere il presidio h 24.  Il motivo di questa nuova mobilitazione, cominciata nel primo pomeriggio, è semplice: entro le 14.00, si attendeva il pagamento di una parte delle spettanze, come da accordi presi: un residuo della mensilità di luglio e le competenze di agosto. I lavoratori, inoltre, non hanno ancora percepito la quattordicesima di giugno 2014.

Al loro fianco le organizzazioni sindacali Flai Cgil e Fai Cisl Lecce. «Gli impegni, per l’ennesima volta, non sono stati rispettati», spiegano i segretari generali Antonio Gagliardi (Flai Cgil) e Salvatore Greco (Fai Cisl): «Il risultato – continuano – è che i lavoratori sono ormai esasperati, vivendo in una situazione di totale incertezza da tre anni. Era stato chiesto anche un periodo di cassa integrazione in deroga - sottolineano i sindacati - mai autorizzata e non se comprendono le motivazioni».

«Sottoscrivere accordi con l’azienda Tandoi non serve a niente» è l’amara constatazione dei Segretari di Flai e Fai «perché puntualmente gli accordi vengono disattesi. A questo punto non diamo più credito all’azienda e continueremo la protesta finché i lavoratori non avranno soddisfatte le loro richieste». 
 




Autore: A cura della Redazione

0 commenti inseriti
Hai gradito l'articolo? Commentalo! |