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14/10/2015 | 17:40

Il collegio della seconda sezione penale ha assolto con formula piena, il 37enne V.P. dai reati di violenza sessuale e stalking, condannandolo soltanto per lesioni (riqualificato in percosse). La parte offesa, una 34enne di origini straniere, si era costituita parte civile.


Tribunale di Lecce in via Michele De Pietro


Corigliano d'Otranto. Era stato processato come il presunto persecutore- violentatore della sua ex, ma adesso un operaio di Corigliano d'Otranto è stato prosciolto dalle infamanti accuse. Il collegio della seconda sezione penale presieduto dal dr. Roberto Tanisi ha assolto con formula piena, "per non aver commesso il fatto", il 37enne V.P. dai reati di violenza sessuale e stalking, condannandolo soltanto per lesioni ( riqualificato in percosse) ed al pagamento di 500 euro di multa.

La parte offesa, una 34enne di origini straniere, ma residente a Cutrofiano, si è costituita parte civile ed il suo difensore, l'avvocato Salvatore Corrado, ha chiesto un risarcimento di 50.000 euro ( il giudice ha accordato solamente il pagamento di 500 euro). Il pubblico ministero d'udienza, il dr Emilio Arnesano ( titolare dell'inchiesta il pm Stefania Mininni) aveva invocato, invece, una condanna a 5 anni e 6 mesi. Il difensore dell'operaio, l'avvocato Alessandro Mariano ha già annunciato di volere fare ricorso in appello, per quest'ultimo reato, al fine di dimostrare la totale estraneità del proprio assistito da qualunque tipo d'imputazione.

Tutto cominciò con la denuncia, nel novembre del 2009, della giovane di origini straniere ma residente in Italia da undici anni dove lavorava prevalentemente come badante, la quale riferì ai carabinieri di Corigliano di essere stata costretta dal suo compagno ad avere rapporti sessuali. Ella allegò alla querela, anche un referto medico dell'Ospedale di Scorrano, attestante le lesioni subite, poiché picchiata con calci e pugni. Inoltre, sempre secondo quanto affermato dalla giovane, il 37enne coriglianese l'avrebbe perseguitata con pedinamenti, appostamenti, telefonate e messaggi. Furono avviate così una serie d'indagini ed acquisita la testimonianza di un' amica della ragazza. Dopo la conclusione delle stesse, l'operaio fu rinviato a giudizio dal gup Annalisa De Benedictis e si arrivò fino all'udienza odierna.

Il difensore di V. P. , l'avvocato Mariano sarebbe riuscito a dimostrare, richiedendo l'acquisizione di tabulati telefonici, come le telefonate intercorse tra i due, smentirebbero l'accusa e che in alcune occasioni, sarebbe stata la ragazza a cercare con insistenza il 37enne, anche in seguito alla denuncia. Infatti, i due avrebbero continuato a convivere, anche dopo che lei si era presentata ai carabinieri fino alla fine del 2010. La giovane si sarebbe giustificata dicendo che avrebbe ritardato la denuncia, perché preoccupata di perdere il posto di lavoro.




Autore: Angelo Centonze

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